venerdì 27 maggio 2016

#milanoAColori scopre il Quartiere Isola e il Brian and Berry Building

Vi riporto di nuovo a Milano e, dopo avervi proposto una serata incantevole ed un itinerario molto colorato, oggi andiamo a scoprire il Distretto Isola, che ho avuto modo di conoscere grazie al blog tour #milanoAColori e alla visita guidata dal Dott. Pier Vito Antoniazzi, presidente dell'Associazione Isola Revel.
Alla fine vi parlo anche di shopping e varcherete con me tutti i piani del Brian and Berry Building.


Ma partiamo dal nome del Quartiere Isola, un nome che non è nato per caso, ma che deriva dal fatto che alla fine dell'Ottocento, con la costruzione della ferrovia, il quartiere rimane isolato dal resto della città.


L'isola è nata come quartiere principalmente abitato dalla classe operaia, data la vicinanza a grandi industrie che fornivano lavoro alle persone. L'abitato ha avuto anche un grande sviluppo di negozi e botteghe, che, nella visione architetturale degli edifici, occupavano i locali al piano terreno. I piani superiori erano invece dedicati alle abitazioni delle persone.



Palazzi di Piazza Gae Aulenti

Piazza Gae Aulenti

Palazzi di Piazza Gae Aulenti

Il cuore del distretto è la zona di Piazza Gae Aulenti, una piazza dal diametro di 100 metri sulla quale si affacciano numerosi negozi, frequentati da molti milanesi per lo shopping o per fare la spesa.

Sulla piazza spiccano alti grattacieli e sullo sfondo sorge il Pavillon di Unicredit, uno spazio dedicato ad esposizioni, eventi, incontri e conferenze.

Nei pressi di Piazza Gae Aulenti sorge anche un alto edificio residenziale molto conosciuto. Sto parlando del "bosco verticale", un grattacielo sostenibile dove la natura viene portata in città con uno sviluppo che si innalza dal basso verso l'alto.



Il Bosco Verticale

Ma il Distretto Isola è il luogo perfetto per la coesistenza della modernità di una città metropolitana dagli ampi spazi, le grandi piazze e i luminosi grattacieli vetrati con quella che è la zona più interna, ancora di stampo Novecentesco, periodo nel quale il quartiere ha visto il suo primario ed originario sviluppo.


All'interno il distretto nasconde molti luoghi storici e legati al passato. Ne è un esempio la Fonderia Napoleonica, primo esempio di fonderia in città risalente al 1807, una fonderia dove viene lavorato il bronzo e dove lavorarono più di 200 persone. 

L'antica struttura ospita oggi un museo che, in memoria del lavoro che ha caratterizzato la fonderia, racconta appunto dell'attività fusoria. 


Fonderia Napoleonica

Fonderia Napoleonica

Fonderia Napoleonica: Via Genova Thaon di Revel, 21



Una tappa che vi consiglio è quella del Santuario di Santa Maria alla Fontana, un santuario mariano oggi utilizzato come chiesa.

Nel passato si credeva che l'acqua della fonte sotterranea sottostante la struttura potesse curare artrosi e artriti e questa credenza attira oggigiorno molti credenti e devoti.


Santuario di Santa Maria alla Fontana
Santuario di Santa Maria alla Fontana
Santuario di Santa Maria alla Fontana
Santuario di Santa Maria alla Fontana: Piazza Santa Maria alla Fontana
Per Informazioni: tel. 02.6887059


Il distretto mette in luce i suoi tratti originali anche nelle vie localizzate nel cuore del quartiere, quale via Borsieri, che rispecchia il suo antico aspetto nelle botteghe ed attività commerciali, le cui saracinesche sono divenute street art. 

Le vie sono ancora strette ed il traffico scorre lento, il che ha favorito l'arrivo nel quartiere di coppie giovani e famiglie con bambini piccoli, invogliati dalla tranquillità e dalle condizioni favorevoli.


Via Borsieri
Ma l'Isola non è solo negozi e botteghe, perché rilevanti sono pure il mercato, le librerie, i teatri, il jazz club e le associazioni culturali; tutti elementi che rendono il distretto vivo e giovane.


Tra le varie botteghe voglio parlarvi di Uroburo, l'atelier orafo della Cooperativa Sociale ONLUS, che impiega persone con disagi psichici al fine di favorirne il reintegro nella società in seguito alle terapie.



Uroburo
Uroburo
Uroburo
Uroburo è un atelier presso il quale non solo si possono acquistare gioielli, ma si può portare il proprio oro che non si utilizza più per la fusione e l'utilizzo nella creazione delle proprie fedi, o ancora si può diventare orafi per un giorno e realizzare da sé, con l'aiuto di un tecnico specializzato, le proprie fedi per il matrimonio. Tutti modi per realizzare il proprio sogno e, per chi lo desidera, sentirsi più protagonista nella realizzazione dei propri progetti.


Uroburo:
Via G. Thaon di Revel, 19
Tel. 02.66823658


Ma con tutto questo camminare, dove mangiare un pasto caldo nel Quartiere Isola?
Io consiglio la Pizzeria alla Fontana, un locale dove ristorarsi con dell'ottima pizza al trancio, oppure potete scegliere tra i vari primi o secondi piatti che il locale, accogliente ed informale, cucina con ottimi sapori.

Pizzeria alla Fontana
Via G. Thaon di Revel, 28
Tel. 02.6684735


Ed infine, dopo questa passeggiata, se ancora avete energie, vi propongo un po' di shopping. Ma dove?
Vi porto al The Brian and Berry Building, un edificio su 12 livelli che vi farà vivere un'esperienza di shopping, la vertical experience, indimenticabile, che abbiamo vissuto grazie a Francesca Biffi, Incoming Manager del Building.
I 12 livelli puntano sulla qualità mantenendo sempre un occhio all'accessibilità ai prodotti e alla possibilità di soddisfare le proprie esigenze ed offrono zone ristoro, zone ristorante e zone di acquisto e shopping.


The Brian and Berry Building
The Brian and Berry Building
The Brian and Berry Building
The Brian and Berry Building
Terrazza 12 - The Brian and Berry Building
Terrazza 12 - The Brian and Berry Building
The Brian and Berry Building è aperto 7/7, quindi potete visitarlo anche la domenica.
Per un pasto potete scegliere tra la Piadineria, l'Hamburgeria di Eataly, RossoPomodoro, il ristorante Asola con il Sunday brunch o Terrazza12 all'ultimo piano.
Potete poi concedervi una passeggiata rilassante tra i piani moda Brian and Berry, a guardare i gioielli Jewels & Watches o tra i prodotti di bellezza Sephora.
Un'esperienza indimenticabile!

The Brian and Berry Building
Via Durini, 28 - San Babila


Se non avete mai visitato il Distretto Isola e non siete mai stati al The Brian and Berry Building, allora appuntatevi tutti questi luoghi per non perderveli durante la vostra prossima visita di Milano.




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venerdì 20 maggio 2016

I Posti che...

Ragazzi! Sono stata nominata!
E questa nomina mi ha fatto molto piacere perché questo è un tag che mi è piaciuto sin dall’inizio, quando ho iniziato a leggere i primi post. Ecco perché mi ha fatto piacere essere stata chiamata a scrivere a mia volta dei miei posti che…

La nomina è arrivata da Diletta del blog Sempre in Partenza, ma ricordo che il tema è di ideazione di Neogrigio.





Ho riflettuto, e dopo aver fatto chiarezza ecco il mio posto…


1- che porti nel cuore: SAN PIETROBURGO – è la città che ho incontrato quando avevo 18 anni, il mio primo viaggio sola senza famiglia e la mia prima esperienza all’estero per un periodo prolungato. Di lei avevo letto molto prima del mio viaggio, l’avevo scoperta nei classici dei miei scrittori preferiti tra cui Puskin e Dostoevskij, l’avevo inquadrata grazie alla guida che avevo acquistato con anticipo per soddisfare il mio interesse. 

San Pietroburgo è la città che mi ha stregata dal momento in cui ho messo il naso fuori dall'aereo. Mi ha rapita radicalmente con il suo chiarore notturno delle notti bianche, con l’atmosfera coinvolgente che ti abbraccia ad ogni respiro, ad ogni singolo passo, in ogni luogo che raggiungi, che sia sull’amata Prospettiva Nevskij o una residenza sfarzosa fuori dal centro, ad ogni balletto che decidi di andare a vedere al Teatro Marinskij, ad ogni passeggiata serale nei pressi del Palazzo d’Inverno dove la storia non può che toccarti l’anima. Al pensiero dello scorrere della Neva che si ghiaccia d’inverno, al sapore dei bliny che ti smorzano l’appetito. 
Fatico a restarmene qui quando il pensiero vola alle architetture neoclassiche e barocche dai colori pastello, alle lunghe scale mobili delle metropolitane (che così lunghe non ne ho viste in nessun altro luogo finora), alla ricchezza artistica, culturale, storica, architetturale che San Pietroburgo racchiude. Un peso notevole che, solo se lo conosci, ti fa apprezzare la città con quella voglia irreprimibile di visitare, ti fa vedere la città con occhi che guardano il presente eppure guardano indietro e ti fa vivere l’esperienza di un viaggio nella bella Venezia del Nord come unico e magico.

2- più divertente: ANTIGUA – il viaggio ad Antigua è stato in assoluto il più divertente sotto diversi aspetti. Partiamo dal fatto che per me era il primo viaggio con il quale sperimentavo la scelta e l’organizzazione degli spostamenti on my own, in quanto per raggiungere Antigua ci si appoggia all’aeroporto di Londra, con transfer da Gatwick a Heathrow e viceversa sul rientro. Ammetto che come prima volta non è stato semplicissimo, ma in corsa anche piuttosto divertente.

Per quanto riguarda nello specifico ad Antigua non ci si può non divertire. È un’isola gioiosa, dove non manca mai il sorriso sul volto delle persone, i locali sanno essere molto disponibili, ti aiutano, ti danno indicazioni e ti accompagnano quando sei alla ricerca di un luogo che non riesci a trovare. Le loro città e la capitale sono tavolozze di colori, perché ogni casa o negozio è espressione di vita nei colori soffici e caldi che li caratterizza. Sentire la musica in ogni via è normalità e quotidianità e sottolineano uno stile di vita ed un ritmo giornaliero a noi ormai sconosciuto, da noi ormai lontano, ma di cui tutti avremmo bisogno per stare meglio, vivere meglio, dare di più e goderci di più le bellezze del mondo che non sappiamo più apprezzare. Ma Antigua mi ha aiutata a ritornare a soffermarmi su quanto c’è davvero bi bello e soprattutto non lasciarlo sfuggire via.


Betty's Hope ad Antigua

3- più commovente: KENYA – l’Africa è il continente che, dicono, di solito ti lascia un vuoto quando la lasci e il mal d’Africa te lo porti dentro per lungo tempo. Io ci sono stata la prima e l’ultima volta nel 2011 con il viaggio in Kenya e la visita al safari.
Per me questo è stato un viaggio commovente, un viaggio nel quale sono entrata in contatto con l’altra faccia del mondo, un mondo di diverse sfaccettature che non conoscevo. 
Una di queste è il safari. Da bambina ero stata allo zoo ed avevo visto giraffe, elefanti e altre specie ma mi sono resa conto che non è esattamente la stessa cosa vederli limitati a spazi, che per quanto possano essere grandi e realizzati ad hoc, non richiameranno mai l’estesa savana nella quale possono essere chi sono e possono seguire il loro naturale istinto. Che sia di correre, che sia di cacciare o che sia di sopravvivere. Questo è l’ambiente naturale in cui queste specie nascono e sono fatte per viverci, ne devono odorare il profumo e calpestare la polvere per sentirsi a casa.
L’altra sfaccettatura è la povertà delle tribù che ti ritrovi, sul percorso verso il safari, ad incontrare e ad affrontare. Non parlo di una questione linguistica, no, ma parlo di una questione di umanità. Loro non hanno nulla. Li vedi cucinare la farina in terra. Se ne stanno lì ad aspettare, non hanno la città ad un chilometro, dove poter andare a cercare lavoro. Aziende e lavoro nemmeno sanno cosa siano. Ti guardano, perché sei l’ennesimo straniero che passa da lì, li osserva, forse anche con un volto pieno di compassione, senza rendersene nemmeno conto, e ciò che ti stupisce è il vederli felici. Ti commuovi nel vedere questi bambini con gli occhi luminosi se solo gli sorridi, non parliamo della loro gioia se gli regali una matita, una penna, un pennarello, un doccia schiuma o uno shampoo.
Questo è quello che io ho portato a casa dal mio commovente viaggio in Africa, in Kenya.

4- più deludente: VENEZIA - visto che non voglio essere compresa male specifico subito che Venezia è un gioiellino strepitoso e che mi piace da pazzi. Ci sono stata solo un paio di volte e qualche anno fa ho realizzato il sogno di salire su una gondola e fare il giro dei canali. Un'esperienza unica nel suo genere e che sempre ricorderò.

Quindi perché parlo di delusione? Diciamo che durante il mio giretto in gondola ho avuto modo di fare quattro chiacchiere col gondoliere e abbiamo parlato non della bella Serenissima di per sé, ma della città di oggi, di come appare, come si sta ponendo ai turisti e la piega che sta prendendo per il futuro. Purtroppo questa magnifica città che cammina sull'acqua è sempre più un investimento straniero. Molti locali e molte attività passano, per vari motivi, dalle cure dei veneziani locali che ne hanno portato avanti le tradizioni per generazioni, alle cure di asiatici che, culturalmente diversi da noi, ne sfruttano il potenziale in un modo che noi conosciamo. Diverse zone stanno cambiando radicalmente faccia e, seppur io sia aperta al cambiamento, Venezia mi piace così com'è. Non la vorrei diversa.

5- più sorprendente: VICENZA - una città che ho scoperto soltanto poche settimane fa ed alla quale mai avevo pensato. Non avrei mai immaginato di ritrovarmi a visitare Vicenza, che nemmeno era nei miei pensieri, nemmeno ci pensavo. E mi sbagliavo. Perché Vicenza mi ha mostrato moltissimo. Non voglio spendere troppe parole o approfondire troppo, perché presto ne parlerò sul blog con un post dedicato. Eppure Vicenza è davvero una città da visitare, è raccolta, facilmente visitabile a piedi e ricca degli esempi numerosissimi dell'architettura palladiana. Palladio ha infatti progettato e realizzato un gran numero di edifici sul territorio cittadino e della provincia rendendo fresca e rinascimentale questa piccola città dove oggi si può ritrovare questa piccola parte di storia in diversi tour ed itinerari. Vicenza mi ha sorpreso e non vedo l'ora di raccontarvela presto nelle prossime puntate.


6- più goloso: L’AQUILA - non posso avere dubbi che il posto più goloso sia stato in assoluto L'Aquila, che è tra le zone in cui viene coltivato lo zafferano. Chi non ha mai mangiato un risotto allo zafferano? Tutti, credo. Ma in questa città e nella sua provincia ho assaggiato primi piatti a base di zafferano che mi hanno fatta innamorare. Quelle fettuccine allo zafferano con funghi e zucchine sono un piatto prelibato che mai scorderò, e non vedo l'ora di tornarci per farmene ancora una scorpacciata.

Ma per chi vuole concludere i pasti nel migliore dei modi ricordatevi che allo zafferano segue d'obbligo la genziana. Ma come la genziana? L'amaro alla genziana è un must specialissimo a L'Aquila, di quelli a cui non si può rinunciare, di quelli per i quali opti facilmente per un bis.

7- che ti ha lasciato un ricordo particolare: LUBJANA – un ricordo particolare lo ha lasciato in assoluto Lubjana, una città della quale sapevo poco e niente alla partenza. Avevo lavorato fino al 31.12; borse preparate di tutta corsa per poter partire la mattina del 01.01. 

Pronti in auto, si parte. Per fortuna Mirco aveva acquistato online il PDF della guida Lonely Planet di Lubjana che durante il viaggio sono riuscita a leggere per farmi un’idea di cosa avremmo potuto fare durante quei due giorni in città e stendere un itinerario. Una benedizione, visto quanto mi ha affascinato il centro della capitale slovena ancora di stampo austriaco. Mi sarei certamente persa i ponti, i palazzi, lo sfarzo tipico del periodo della dominazione dell’Austria che ancora aleggia negli ingressi, nei portoni e nelle scalinate. Uno sfarzo che ben si accompagna a quella che è l’odierna faccia economica di una città che inizia a crescere e a farsi conoscere nella semplicità di una piccola crociera sulla Lubjanitza, nei baldacchini lungo il fiume presso i quali puoi acquistare e gustare i bretzel, nella candida coltre bianca che la ricopre, nei funghi riscaldanti dei locali che allietano gli aperitivi, le cene e i dopo serata lungo il fiume, dove ci si può sorseggiare un te caldo o del dolce vin brulé riscaldati, circondati magari dai fiocchi che leggeri e silenziosi scendono giù. 
Un quadretto magico ed incantato, come i paesaggi delle palle natalizie che se li capovolgi scende la neve, che ricordo con molto calore.

8- più romantico: PARIGI – l’appellativo di romantica le è stato dato da un’alta percentuale della popolazione mondiale e sì, se esiste una statistica, io ne faccio sicuramente parte. 

Paris Paris , la ville de l’amour e del savoir faire. 
Dopo diversi anni che ne parlavo ci sono volata nel 2014, rientrando dal viaggio al mare in Martinica. Tre giorni magnifici, splendidi, indimenticabili.
Mi aspettavo moltissimo principalmente dalla Tour Eiffel, che ha saputo cogliermi di sorpresa lasciandomi di stucco nella sua forma estremamente elegante. E se penso che doveva essere una mera installazione temporanea e che nemmeno piaceva ai parigini dell’epoca, dato che ritenevano rovinasse il panorama di Parigi, mi si blocca il respiro in gola. 
Io non riuscirei a pensare Parigi senza la sua torre.
Questo romanticismo però non si limita solamente a quello che oggi ne è diventato un simbolo a livello planetario, ma l’odore di amore e romanticherie lo respiri ovunque. Sugli Champs Elysées guardando le vetrine, in un cafè stile retrò del centro, in una cena al ristorante magari al lume di candela, tra la musica e gli attacchi creativi degli artisti di strada nel quartiere Latino o tra le botteghe e gli altrettanti artisti e ritrattisti di Montmartre e ancora durante una mini crociera sulla Loira, quando hai tutto il tempo di fermare il flusso di pensieri e soffermarti solo su alcune parole: 


“Quand il me prend dans ses bras
Il me parle tout bas,
Je vois la vie en rose.”


(Quando mi prende fra le sue braccia
Mi parla a bassa voce
Io vedo la vita tutta rosa)

Se non è puro amore e puro romanticismo questo…


davanti a Notre Dame a Parigi

9- che vorresti rivedere: ZURIGO – il mio colpo di fulmine con Zurigo ha tutta una sua storia particolare, se storia la vogliamo chiamare. Il nostro incontro risale a 3 anni fa quando sono riuscita a raggiungere la città svizzera per due giorni. Da parecchio mi attirava e, dato che sapevo che due giorni erano scarsi, avevo steso un itinerario per una buona visita del centro città. 
Non ci sono motivazioni particolari per cui Zurigo è sempre nei miei pensieri, se non per il fatto di essere lei, di essere così, di essere come è. 
Zurigo è un centro a misura d’uomo dove l’antico si scontra, si unisce e si amalgama al moderno. Dagli stretti vicoli acciottolati, i portici, i gradini, i piccoli locali e le fioriere agli edifici moderni dove hanno sede importanti società che ogni giorno lavorano nei settori finanziari, bancari e assicurativi della più avanzata modernità. Un colpo d’occhio netto e deciso ma in un equilibrio di convivenza tra i due stili che ha dell’incredibile. 
Zurigo non è solo lavoro e business ma è anche la fusione dell’uomo moderno nelle attività di sempre quali il relax nei prati, un buon wurst come spuntino, una sosta in una libreria verso sera, una corsetta dopo il lavoro, un gelato in una calda giornata estiva e la visita di luoghi di interesse storico.
Fa strano vedere i giovanissimi business men che dopo il lavoro, ancora in giacca e cravatta, staccano dalla giornata lavorativa con una passeggiata sul lungo fiume bevendo e scherzando insieme. Eppure Zurigo è così e mi manca, e voglio rivederla, desidero molto tornarci. 
E’ quella città dove ieri e oggi coesistono in  una calzante armonia e dove, se potessi scegliere, deciderei di mettere le radici per il mio futuro.

10- dove ti piacerebbe andare: BAHAMAS – e qui faccio folli follie, si alle Bahamas, dove in ogni luogo in cui mi fermavo urlavo a squarciagola ed a braccia aperte “Ecco, io voglio la casa qui,  ma proprio qui!”. Tipo che se mi vedeva e mi sentiva qualcuno mi prendeva per pazza, mi guardava male e si chiedeva chi era quella matta che portava disturbo. Nessun problema comunque, visto che alle Bamahas non è facile incontrare anima viva e parlante né per strada, né sulla spiaggia. 
Le Bahamas sono l’isola caraibica, tra quelle che fino ad oggi ho visitato, dove ho trovato il più alto grado di quiete in assoluto.
Non ho visto tutta l’isola perché è piuttosto lunga, ma in auto ho girato parecchio e di persone ne ho trovate solo nel villaggio, nel casinò e ad una festa dopo cena in città, dove un centinaio di ragazzi si divertivano, bevevano birra e ballavano al ritmo delle musiche caraibiche muovendosi con pratica agilità e leggiadria. Vi assicuro movimenti davvero invidiabili e sensuali come una vera danza di corteggiamento.
Le Bahamas sono il luogo perfetto per condurre uno stile di vita opposto al nostro occidentale. Su quest’isola puoi trovare tutta la calma, la tranquillità, la lentezza e il tempo di cui hai bisogno, pur avendo la possibilità di stare in mezzo alle persone per parlare e fare serata con l’ausilio solo di una radio e un po’ di fantasia, quella stessa fantasia che ti colpisce guardando i vestiti colorati e dai temi naturali ed astratti che avvolgono e fasciano i corpi delle ragazze bahamensi.
Mi piacerebbe andare alla Bahamas e starci per un periodo, se solo avessi chi mi mantiene…


Take your time alle Bahamas

Questi erano i miei posti e, come da prassi, ora dovrei nominare altri 10 blogger con l'invito a prendere parte al tag.
Se considero che di questi post ne ho già letti molti, e non mi sono segnata se qualcuno manca l'appello, ho deciso di estendere l'invito ha chi lo desidera.




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venerdì 13 maggio 2016

Itinerario ed Informazioni per vivere una #milanoAColori

Dopo avervi proposto, la scorsa settimana, una incantevole serata a Milano, che potere ritrovare a questo link, desidero ora portarvi alla scoperta di quella Milano colorata, dalle tante sfumature, di quella Milano che non è solamente grigiore, cemento e tanto lavoro. Oggi l'obiettivo è di raccontarvi una Milano che sa essere vivace, viva, curiosa, ricca di cultura, carica di storia e moderna.
Tutto quello che vi racconto l'ho vissuto io stessa e per questa esperienza milanese devo ringraziare il blog tour #milanoAColori, organizzato da Nicoletta di OneTwoFrida e Cristiana di Viaggevolmente.


Partiamo da come ho raggiunto Milano da Brescia.

La grande comodità è il treno che in un'ora e dieci minuti raggiunge, partendo dalla stazione di Brescia, quella di Milano Centrale.
Io ho viaggiato con un treno regionale il cui biglietto di sola andata mi è costato Euro 7,30.

Da Milano Centrale ho raggiunto l'hotel, presso il quale avevo la camera prenotata, con la metropolitana, precisamente la linea numero 2. Per viaggiare in metropolitana ho optato per il biglietto bigiornaliero, ovvero un biglietto urbano che rende possibile viaggiare 48 ore senza limitare il numero di viaggi. Questo biglietto ha un costo di Euro 8,25.

Con la metropolitana sono scesa dopo due fermate a "Porta Garibaldi", dove a soli 300 metri si trova l'AC Hotel Marriott che mi ha ospitata per una notte.
L'AC Hotel Marriott è un altissimo grattacielo nero che propone 158 camere disposte su 17 piani.
Ok, è giunto il momento di fare una confessione. L'altezza mi fa effetto e il prendere l'ascensore è una delle mie maggiori paure. Quindi non poteva che capitarmi la stanza al 15° piano, (super apprezzata lo ammetto!), per raggiungere la quale prendevo l'ascensore, ovviamente senza far trasparire in nessun modo questa mia paura sciocca.

Ma parliamo della stanza. Una favola!



La mia stanza presso AC Hotel Marriott


La vasca da bagno nella quale mi sarei praticamente tuffata

Ogni dettaglio è studiato per coccolare il cliente e farlo sentire il più possibile sereno e a proprio agio.

La comodità è completata dall'impianto di aria condizionata, i canali satellitari sul televisore, la cassaforte e il mini bar.

Il caso o la fortuna, chi lo può dire, mi ha assegnato come compagna di camera Sara del blog Emotionally, con la quale mi sono trovata benissimo. Grazie Sara.


Ma voi volete vedere il panorama e lo skyline mozzafiato dal 15° piano scommetto.

Come darvi torto. La vista è spettacolare e ve lo dice una che ha paura a guardare dalle altezze.
Giuro che mai mi ero spinta così in alto, mai avevo dormito così in alto. Eh si, lo rifarei.


La vista dello skyline dal 15° piano

L'AC Hotel Marriott è un hotel di lusso eppure adatto a varie esigenze: sia per chi è in viaggio di lavoro, per chi deve partecipare alle fiere, chi in viaggio di piacere desidera visitare la città o per chi desidera tranquillità e comodità. Dalla wi-fi gratuita nelle aree comuni, alla palestra, alla possibilità di farsi fare un massaggio, fino alle quattro chiacchiere seduti comodamente nei saloni, magari sorseggiando un cocktail o un té caldo al bancone del bar.



Il salone del bar


Il bar
I tavolini
Dettagli degli interni

Non solo il bar vi stupirà, ma anche l'abbondante colazione a buffet, che al mattino vi augurerà il buongiorno e vi darà tutte le energie per affrontare la giornata.


Angolo frutta buffet colazione


Angolo frutta buffet colazione


Angolo dolcezze e squisitezze buffet colazione


Angolo bevande buffet colazione

Il personale dell'hotel è di estrema gentilezza, cordialità e disponibilità, nonché molto preparato e professionale.

Noi blogger siamo stati accolti presso l'hotel da Andrea Garcia Murga, Marketing & eCommerce Specialist di AC Hotel Marriott, il quale ci ha spiegato la storia dell'hotel, la sua mission e la filosofia del gruppo. Andrea ci ha spiegato che prima di divenire l'hotel di 17 piani che è oggi, la struttura era il vecchio palazzo delle Poste. Lo avreste mai pensato?

Ecco quindi i dettagli dell'hotel:


AC Hotel Marriott

Via Tazzoli, 2
Stazione Garibaldi
20154 Milano
Tel. +39 02 20424211
Mail: acmilano@ac-hotels.com


Presso AC Hotel Marriott ho anche conosciuto Andrea "Kiv" che ci ha introdotto il progetto "Energy Box" di Milano, nato grazie ad A2A e a Fondazione Aem, che in un quadro di Urban Art Renaissance ha dato a Davide "Atomo" Tinelli il compito di affidare a 50 artisti, o meglio writers, la decorazione di 150 centraline semaforiche. Così nel settembre 2015 l'arte è stata portata a cielo aperto e alla vista di tutti.




Nabla & Zibe


Gep


Kami


Tvboy


Tvboy

Il blog tour di Milano prosegue e sempre più colori prendono spazio in questa visita, perché anche la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore ne è completamente ricca e carica.

La chiesa risale al 1503 ed è stata realizzata sopra i resti di antichi edifici romani.

Prima di entrare nella chiesa scopro che questo luogo è conosciuto anche come la "Cappella Sistina" di Milano. Inutile tentare di spiegare a parole il perché di questo soprannome. Basta ammirare la bellezza degli affreschi che vi toglieranno il fiato e vi catapulteranno in una dimensione laterale, una dimensione fatta di pennelli, tavolozze e colori decisi ed intensi.




Affreschi interni

Soffitto

La luce naturale che illumina gli interni

Affreschi interni

Se avete intenzione di visitare la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore vi lascio i dettagli:
Corso Magenta, 13
20123 Milano
Tel. +39 02 88445208

L'ingresso alla chiesa è gratuito e gli orari per la visita sono dal martedì alla domenica dalle ore 09.30 alle ore 19.30


Si prosegue nel blog tour con lo stesso filo conduttore legato al colore e la prossima tappa è la Cripta di San Sepolcro

La cripta è stata recentemente riaperta dopo 50 anni e dopo vari interventi.
Questo luogo radica le sue origini dopo l'anno 1000, quando quivi venne fondata una cappella ad uso privato che era stata dedicata alla Santissima Trinità e solo più tardi venne fatta realizzare la chiesa. Quindi sin da subito la particolarità di questo luogo è quella di avere la chiesa e sotto la relativa cripta con la stessa pianta e quindi la stessa estensione. Così particolare da interessare lo stesso Leonardo Da Vinci che, durante il suo soggiorno a Milano, ne eseguì alcuni schizzi. Grazie a questi oggi sappiamo che la cripta, come la vediamo oggi, era la stessa cripta dell'epoca, senza variazioni e rifacimenti.

All'interno della cripta l'interesse cade sul sarcofago che, secondo la tradizione, custodisce la terra prelevata dai crociati a Gerusalemme. La statua fuori dal sarcofago è ricollegata a Carlo Borromeo.


Interni della cripta

Struttura interna della cripta

Sarcofago e statua di Carlo Borromeo

Dettaglio della statua

La cripta è visitabile tutti i giorni dalle ore alle 20.00 ad un costo di Euro 10,00.

Cripta di San Sepolcro
Piazza San Sepolcro
20123 Milano
Tel. +39 02 874683
Mail: cripta@milantourismpoint.com 


Per questa visita devo ringraziare la guida di Ad Artem che ci ha condotto in un racconto attraverso la storia e creando una connessione tra ciò che è stato e ciò che oggi è.


Prima di concludere questo post ci tengo anche a ringraziare InLombardia che ci ha accolti con grande calore grazie a questi splendidi gadgets.




Queste le tappe di una #milanoAColori che si è dimostrata realmente per quello che era il fine del blog tour. 
Di tanto in tanto, essendo io di Brescia, mi è sempre piaciuto andare a Milano per una passeggiata il sabato pomeriggio, ma questa esperienza mi ha fatto scoprire luoghi e sfumature che a Milano non conoscevo. Ora vedo questa città sotto una luce diversa, una luce più limpida.

Se avete in programma un viaggio nel capoluogo lombardo, vi consiglio di segnarvi questi luoghi e di andare a vederli con i vostri occhi. Ovviamente aspetto i vostri commenti.

Li conoscevate già? O sono anche per voi delle novità? 




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