sabato 23 luglio 2016

Cambiamenti e Nuovo Blog

Circa un mese fa avevo scritto sui social che avevo bisogno di alcuni giorni di stacco a causa del caldo arrivato all'improvviso, alla stanchezza in generale e della gravidanza che avanza. In effetti, da quando questo caldo estivo è finalmente arrivato ho percepito e provato un improvviso calo di energie, di forze, di voglia di fare e di andare. Sono sempre stanca e spesso mi addormento con in mano l'agenda e la penna su una pagina bianca o leggendo post di luoghi che mi interessano...

Ma lasciamo da parte i momenti difficili di questo periodo che sto attraversando. In realtà è che lo stacco era anche una necessità che avevo da tempo e che è arrivato in questo momento solo per i miei continui rinvii, per un motivo o per l'altro.


Da tempo riflettevo sul mio blog, sugli argomenti di cui tratto e di quello che comporta tenere vivo un blog di viaggi nella delicata situazione in cui mi trovo io. Ma non voglio stressare nessuno col fatto che ho un lavoro che mi impegna da mattina a sera, perché questo lo sapevo anche prima di partire con il blog. I miei pensieri e le mie riflessioni vertono soprattutto sulla variazione, negli ultimi mesi, del nucleo famigliare. Quando ho iniziato con il blog a dicembre 2014 eravamo in due; sapevo che saremmo stati presto in tre, ma di certo non immaginavo che prima del secondo compleanno del blog saremmo stati addirittura in quattro!
Programmare, organizzare e gestire un viaggio per due, tre o quattro persone non è la stessa cosa. Non siamo la famiglia che smetterà di viaggiare, di scoprire posti nuovi o di recarci ancora in luoghi ricercati come abbiamo fatto negli ultimi anni, in cui ce la siamo spassata parecchio. Ci sarà però da rinunciare ad alcune destinazioni, almeno per qualche tempo, rivedere le abitudini di viaggio, le strutture che eravamo soliti scegliere, gli itinerari che seguivamo, i tempi rigidi per fare il più possibile...
Inoltre, non sempre avremo modo di prendere e partire.
Questo 2016 avrebbe dovuto essere un anno di grandi viaggi partendo con Lubjana, poi le Cinque Terre, i tulipani di Keukenhof in Olanda, l'Irlanda e poi Santo Domingo. Le prime due mete ce le siamo portati a casa con gioia mentre le altre tre le abbiamo disdette nel sapere che eravamo "in attesa". Abbiamo tentato di cambiare le nostre destinazioni, purtroppo senza successo. Al posto dell'Olanda avevamo optato per un itinerario tra Svizzera e Liechtenstein, mentre l'Irlanda era stata sostituita con qualche giorno al mare a Sirolo. C'è però sempre stato qualcosa che ha fatto saltare piani e idee.
"E' stato un periodo!" diranno molti di voi, ma un periodo che mi ha portato a riflettere parecchio sul presente e sul futuro. Un futuro che rimane un punto di domanda su come andranno le cose e su cosa, nel pratico, riusciremo a concludere, in particolare quando a settembre arriverà il secondo piccolo.

E' vero che ora vi scrivo dalla Provenza, dimostrazione del fatto che non sempre tutto deve essere per forza difficile. Ciononostante questo lungo week-end mi ha aiutata molto a fare chiarezza e a mettere dei punti fermi sulle certezze della mia vita; la mia famiglia, i miei figli e la grande voglia di scoprire. I primi sono una grande ricchezza, una fonte di gioia, di confronto e di ispirazione; la voglia di viaggiare è quell'opportunità che non mi voglio far sfuggire ogni volta che ce ne sarà l'occasione.

Da qui nasce l'idea di dare vita ad un nuovo spazio nel quale inserire quanto caratterizza e rispecchia maggiormente me e la mia vita, senza ombre e senza veli. Nasce l'idea di un blog che renda di più l'idea della Elisa di oggi, rispetto a quella che ero solo un anno e mezzo fa. Ho compiuto un percorso e ho dovuto capire ed elaborare dei cambiamenti. La Elisa di oggi non è più la ragazza e giovane moglie spensierata che dedicava il suo tempo libero ai viaggi e al blog. Oggi Elisa è anche una giovane mamma con decine di pensieri per la testa e una donna che compirà 30 anni tra qualche mese.

Non so come mai ma vedo nella soglia dei 30 un cambio di vita su vari fronti. La vita che conduco, la famiglia, la maturità, la responsabilità e quindi anche il dare più spazio a me stessa in una routine fitta.
Sono una donna e vorrei parlare di me e della quotidianità confrontandomi con altre donne. Questo perché la mia vita non ha nulla di speciale e diverso da quella che la maggior parte delle donne contemporanee conducono. Quindi perché non dedicarci più tempo, per noi, per scambiarci idee, consigli, per chiacchierare o solo per una lettura piacevole prima di prendere sonno?!

Tutto questo turbinio di pensieri mi frullava in testa da parecchio tempo, ma ci passavo sopra senza ascoltarmi. Fino ad un giorno, quando è successo qualcosa che ha cambiato le carte in tavola lasciando affiorare ogni pensiero componendo il puzzle che ora, guardando le distese di lavanda e sentendone il profumo, mi appare semplice, logico, perfetto e come se non potesse essere diverso.

Il risultato si chiama quindi "Elisa e Dintorni Blog", il mio nuovo spazio in cui ti racconto di lifestyle, viaggi, famiglia e ancora della mia città: Brescia.
Elisa e Dintorni Blog è il mio nuovo blog, fresco di nascita, elegante nella grafica e con una struttura molto ben pensata ed organizzata per l'archivio dei post e per una consultazione, da parte del lettore, semplice e veloce. Per capire meglio cosa è Elisa e Dintorni Blog e di cosa tratta ti invito a leggere la sezione About.
Spero di trovarti come lettrice sul nuovo blog e che lo troverai accogliente, familiare e femminile e che gli argomenti siano di tuo interesse e che deciderai, quindi, di entrare a far parte del gruppo.
Ti aspetto sul blog e sui social di Facebook - Twitter - Instagram con tanti racconti e molte nuove idee.


Elisa

lunedì 20 giugno 2016

Il mio Week-end alla scoperta di Bologna di Carlotta Fontana

Da tempo stavo riflettendo se introdurre sul blog uno spazio dedicato a chi volesse raccontare un viaggio, ai lettori che desiderassero riportare le loro esperienze per condividerle e per dare consigli o anche solo per raccontare fatti divertenti su luoghi e paesi visitati.

Non avevo ancora chiara l'idea di come volessi sviluppare questo spazio, quando qualcuno mi è venuto in aiuto. Ho incontrato virtualmente Carlotta, che da parte sua desiderava proprio questo. Mettere in risalto il suo week-end trascorso in una bella città italiana.

Quale occasione migliore?

Così inizio a ripercorrere il mio pensiero dal punto più lontano, lo risalgo e lo analizzo.

Quello che voglio è un angolo amichevole, perché quando si parla di viaggi l'atmosfera deve essere friendly, l'ambiente gradevole, il tono informale e il must è di sentirsi liberi di parlare a ruota libera. Questo angolo è una piccola oasi a cui attingere nuovi spunti, riflessioni e proposte per il proprio tempo libero, per pianificare e talvolta si, anche solo per sognare e volare con la mente in un luogo per qualche minuto di delizioso stacco dalla realtà.



Ogni volta che ci incontreremo con l'angolo #ChiacchierandoDiViaggi vi accoglierò nella mia veranda a vetrate con vista sul lago, armata di di notebook, una tazza di caffè, taccuino e penna.

Spero tanto che questa verandina sia di vostro gradimento e che in essa vi possiate sentire a vostro agio e liberi di esprimervi, perché questo è l'obiettivo che mi pongo nei confronti dei miei ospiti.
Per i miei lettori, invece, spero di trasmettere serenità, voglia di sognare e pianificare. E naturalmente di tornare a leggere #ChiacchierandoDiViaggi con il prossimo appuntamento, che vi verrà segnalato con anticipo e spero, col tempo, di potergli dare una cadenza ufficiale.

Ma partiamo oggi con il nostro primo incontro inaugurale lasciando la parola a Carlotta Fontana ed alla sua presentazione.

Sono Carlotta Fontana, classe 1990, nata tra le vie di Vicenza e oggi pendolare per amore. Ebbene si... questa è la mia vita: cresciuta in questa bellissima città del Nord Italia con i miei genitori, mio nonno e le mie dure sorelle maggiori... dopo la fine del liceo classico, ho deciso di frequentare la facoltà di lingue straniere all'università di Padova. Tra i banchi universitari ho conosciuto Kevin, milanese DOC e mio insostituibile compagni di vita e viaggi naturalmente.
Dopo ancora 2 anni e mezzo cerdo di dividermi tra Vicenza e Milano... e prima o poi decideremo in che città vivere insieme! :-)


Ma ora prendo in mano taccuino e penna ed inizio a prendere appunti perché l'amica Carlotta inizia il suo racconto di Bologna.

vista di Bologna - Carlotta Fontana

Tra le tante città italiane che ho visitato sicuramente Bologna è tra le più interessanti sia dal punto di vista culturale che turistico, grazie alle sue bellezze artistiche, ai suoi imponenti edifici religiosi e alla sua gustosa gastronomia tradizionale. Ho trascorso un week-end a Bologna con il mio fidanzato alla scoperta delle sue principali attrazioni e devo dire che in 2 giorni siamo riusciti a visitarle quasi tutte.
Anche per un semplice fine settimana cerchiamo di organizzare tutto da soli pianificando almeno un itinerario base con le principali attrazioni da vedere. All'incirca tre settimane prima cominciamo a consultare forum e blog, per poi concludere le nostre letture con una buona guida cartacea.
Organizzare queste piccole "fughe" è sempre un grande piacere perché oltre ad imparare molte cose nuove sulla città che andremo a visitare, alcune volte su internet troviamo anche delle ottime iniziative per completare il nostro viaggio.
Per esempio abbiamo scoperto che esiste una card con validità 48 ore che a soli 20 euro ti permette di visitare gratuitamente tutte le attrazioni di Bologna ed ottenere ingressi ridotti per alcune mostre temporanee. La Card ti permette di avere anche tariffe agevolate anche in locali e negozi. Vi consiglio di farci un pensierino! :-)
Abbiamo deciso di raggiungere Bologna comodamente in treno così da non avere problemi con il parcheggio della macchina, in fondo da Milano ci si impiega solo un'ora e mezza.
Arrivando in treno, abbiamo scelto un alloggio non troppo lontano dalla stazione, così da non fare troppa strada a piedi con i trolley. Abbiamo prenotato una camera al Grand Hotel Elite di Bologna con prima colazione per circa 50 euro. Stanza molto pulita, ampio bagno, ottimo WiFi e abbondante colazione... cosa potevamo volere di più?!


Fontana del Nettuno - Carlotta Fontana

Siamo partiti dal cuore pulsante e vitale della città, Piazza Maggiore (o Piazza Grande), famosa per la presenza della Fontana del Nettuno, con l'imponente statua bronzea del dio del mare, e per i principali edifici di epoca medievale: Palazzo del Potestà del 1200, Palazzo Comunale del 1300, Palazzo di San Petronio del 1390, con la chiesa omonima, e Palazzo dei Bianchi del 1410. Di sera la piazza è uno spettacoli perché si illumina di luci calde e soffuse creando un'atmosfera magica e romantica.



le due Torri - Carlotta Fontana

Ma Bologna si contraddistingue soprattutto per le due Torri simbolo della città: Torre Garisenda e Torre degli Asinelli, costruite entrambe tra il XII e XIII secolo in posizioni strategiche per svolgere funzioni militari e gentilizie. Se vi fermate a Bologna vi consiglio assolutamente di non perdere la visita all'interno della Torre degli Asinelli con i suoi 97,20 metri di altezza e 498 scalini. Una volta arrivati in cima, siamo rimsati estasiati dal magnifico panorama offerto con il mare e le Prealpi all'orizzonte (il costo del biglietto è di 3 euro senza la Card). Torre Garisenda è alta 47 metri ma non è visitabile.



Basilica di San Petronio - Carlotta Fontana

Vale la pensa di visitare anche la Basilica di San Petronio, un esempio unico di arte gotica con pianta a croce latina a tre navate e ben ventidue cappelle. E' la chiesta più importante di Bologna oltre ad essere la quinta più grande a livello mondiale. Davanti a tanta imponenza e bellezza, non abbiamo potuto fare a meno di ammirare la Cappella dei Re Magi che custodisce ancora la sua decorazione originaria con le pareti impreziosite da affreschi raffiguranti "L'Infermo", "Il Paradiso" e la "Storia dei Re Magi", così come i dipinti de "L'Annunziata" e i dodici "Apostoli": un vero tesoro da scoprire per chi ama l'arte.


Biblioteca Comunale - Carlotta Fontana

Uno dei palazzi più importanti e storici di Bologna è senza dubbio l'Archiginnasio che si trova nel centro storico della città. Costruito nel 1500 come sede universitaria, oggi sede della Biblioteca Comunale, questo antico palazzo mi ha lasciato senza fiato per la sua imponente struttura architettonica, che mi ricorda tanto quella dei palazzi nobiliari: un lungo portico e un ampio cortile centrale a doppio loggiato circondato da 30 arcate, con un piano superiore che conduce a 10 aule e 2 aule magne.



Bologna - Carlotta Fontana

Dopo aver girato tanto e visitato le principali attrazioni di Bologna volevamo anche degustare le specialità tipiche bolognesi e così ci siamo fermati in una storica trattoria fuori dal centro, che ci ha consigliato un nostro amico prima di partire, e che consigliamo vivamente anche a voi: Antica Trattoria della Gigina. Un locale rustico e gradevole ambientato in un'atmosfera rilassante e accogliente dove poter assaggiare antipasti tipici con salumi e l'immancabile mortadella, primi piatti fedeli alla cucina tradizionale, come i tortellini in brodo e le tagliatelle al ragù, secondi di arrosti di carne, come la tagliata di manzo, e squisiti dessert da leccarsi i baffi.

E voi avete mai visitato Bologna? Quali attrazioni vi hanno colpito o quali altre consigliereste? E quali piatti tipici bolognesi avete assaggiato?



Carlotta Fontana per Viaggi, Storia & Curiosità

venerdì 17 giugno 2016

Percorsi per Ciclisti nella provincia di Brescia

Qualche settimana fa avevo promesso di parlare di parlare di percorso per ciclisti nella provincia di Brescia.
Così ho messo insieme degli elementi ed oggi vi snocciolo tutto quanto emerso.
Ancora una volta Brescia ed il suo territorio non deludono facendo felici tutti gli amanti di sella e pedali, dai grandi ai piccini, dai pigri agli instancabili, dai dilettanti ai professionisti.

"Di che categoria faccio parte io?" Ah ah, lo volete sapere... Non posso più nascondermi. Io sono una pigrona in fatto di sport. Questo mi affascina, mi piace l'idea di vedermi impegnata costantemente in qualcosa, mi ci butto, mi entusiasmo ma poi non è per me e mi stanco subito. Con questo voglio dire che rientro in assoluto e senza dubbio nella categoria dei pigri. Ebbene si, mi piace starmene comoda, sorseggiare una buona tazza di caffè e, senza particolare fatica, godermi meravigliosi panorami intrappolando instanti ed emozioni su un foglio bianco. Bella la vita!

Ma ora non divaghiamo...

La provincia di Brescia per un ciclista è il massimo per chi vuole pedalare e la consiglio vivamente. 
Questa multi-offerta paesaggistica rende Brescia un territorio completo con qualsiasi tipo di percorso che può soddisfare tutti i palati e tutte le esigenze.

L'intento di oggi è di presentare il territorio bresciano sotto l'aspetto dei percorsi ciclabili, come accennavo prima, data la variegata componente naturalistica che caratterizza il territorio della provincia di Brescia.

Visto che io non sono un'intenditrice mi sono affidata, per questo post, alla profonda conoscenza nel settore da parte di un amico, Roberto Novali, un ciclista bresciano che nella sua carriera è stato, da amatore, due volte campione italiano di salita in CSI, ha conquistato una trentina di vittorie ed è stato campione provinciale per 4 anni.
Insomma, stiamo per intervistare qualcuno che la sa lunga su questo argomento e che la sera non rinuncia mai a partire con la sua bicicletta per allenarsi nella zona del lago di Iseo.

Percorsi lago di Iseo

Tramite l'intervista a Roberto scopriamo ora dove fare le nostre passeggiate in bicicletta o dove allenarsi per una gara importante.

Elisa: Partiamo da una domanda semplice e basilare. Tu che sei un ciclista esperto definiresti Brescia e la sua provincia adatta a diversi tipi di allenamento per coloro che come te hanno la passione della bicicletta?

Roberto: La provincia di Brescia per un ciclista è il massimo per chi vuole pedalare e la consiglio vivamente. Dispone di una grande varietà di paesaggi dalla pianura con i suoi rettilinei, alla collina con svariati percorsi, ai laghi (Iseo, Idro e Garda) con i loro paesaggi diversificati, fino alle valli e alle montagne con le loro salite. Questa multi-offerta paesaggistica rende Brescia un territorio completo con qualsiasi tipo di percorso che può soddisfare tutti i palati e tutte le esigenze.

Elisa: Quali sono i percorsi bresciani più semplici per chi vorrebbe avvicinarsi a questa disciplina? Ne consigli uno in particolare?

Roberto: Per chi da poco tempo si dedica alla bicicletta consiglierei i vari percorsi sui laghi bresciani dato che sono di semplice esecuzione e principalmente piani. Per variare ci si può addentrare nelle colline della Franciacorta o in Valtenesi (zona occidentale del lago di Garda), dove ci sono percorsi per tutte le taglie.

Elisa: Per quelli, invece, che come te hanno gambe allenatissime e che vorrebbero venire nella nostra provincia a fare allenamento, che percorsi consiglieresti?

Roberto: Per quelli più allenati ci sono numerose salite più o meno dure, rimanendo sempre in Franciacorta (zone quali per esempio Provaglio d'Iseo, Monterotondo e Monte Orfano) o ancora in Valtenesi (zone quali per esempio Puegnano del Garda, Lonato e Vobarno) dove le salite possono essere di 8-10 km. Se si vuole forzare maggiormente l'allenamento meglio optare per salite più lunghe di circa 15-20 km nella zona del Gavia e del Mortirolo (in Valle Camonica) o del Maniva (in Valle Trompia).


Gavia

Elisa: Qual è stata la gara più dura a cui hai preso parte? E per quali motivi la definiresti la più difficile?

Roberto: La gara più dura qui nella provincia di Brescia è stata da dilettante.Si trattava di un percorso in linea con partenza da Pisogne sul lago di Iseo con arrivo all'Aprica in Valle Camonica, percorrendo per l'appunto tutta la Valle Camonica con diverse salite impegnative ed un dislivello di circa 1ooo metri in una gara di 180 km.


Mortirolo

Elisa: E' risaputo che quando si è in gara o si è sotto sforzo per l'allenamento non si ha modo di fermarsi a guardare il panorama e la natura, ma magari ti è capitato di vedere luoghi particolarmente belli da non poter evitare di dedicargli uno sguardo e fotografare la bellezza del territorio bresciano. Ne ricordi un paio in particolare che ti hanno colpito a tal punto da ricordarli come se li avessi appena visti?

Roberto: Si, quando si è in gara si è talmente concentrati che non si riesce a godersi le bellezze che ci circondano. Però mi è capitato diverse volte di notare degli scenari naturali di estremo splendore, I più belli, a mio parere, sono i paesaggi delle gare in Valcamonica fra l'Aprica, il Mortirolo ed il Gavia, che a volte mi tornano in mente, perché nei momenti intendo dello sforzo mi hanno dato la forza di continuare a pedalare.


E con questa piccola intervista ringraziamo Roberto, che grazie alla sua passione e alle sue conoscenze ci ha dato un migliore inquadramento di quella che è la conformazione territoriale della provincia di Brescia, territori che cercheremo di approfondire con i prossimi appuntamenti con la rubrica #BresciaMyCity


Spero che questi piccoli consigli possano essere utili anche a voi.
In questi week-end estivi in arrivo potete optare per una gita in famiglia con le biciclette, al che vi ricordo la zona della Franciacorta sul lago di Iseo e della Valtenesi sul lago di Garda.
Se invece siete degli esperti e desiderate ampliare il territorio per i vostri allenamenti e giungere in territorio bresciano allora potete mettere a dura prova i muscoli delle vostre gambe partendo dal lago di Iseo e raggiungendo i passi della Valle Camonica.


Una città, vari tipi di percorsi adatti per tutti i tipi di gambe!


Se volete saperne di più o desiderate informazioni più dettagliate scrivete pure. Io e Roberto rimaniamo a disposizione per darvi consigli e dritte ad-hoc.


Vi piace fare delle passeggiate in bicicletta?
Nella provincia di Brescia su quali percorsi vi siete spinti? Li consigliereste?

Le immagini sono tratte da internet e pertanto considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email, saranno immediatamente rimosse.



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venerdì 10 giugno 2016

Vicenza e le Ville Palladiane

Qualche settimana fa sono stata con la famiglia a Vicenza, una città veneta che non avevo mai preso in considerazione, che mai avevo pensato di visitare e, per la quale, fino all'ultimo momento non credevo di essere in partenza.
Nonostante questa improbabilità, eccomi in viaggio verso Vicenza, eccomi a visitare la città ed a ritrovarmi soddisfatta di esserci stata!


Vicenza è una città del Veneto e si trova tra Verona e Padova ed è una città con un centro storico molto ricco dai punti di vista architettonico, culturale e storico. Avendo diverso tempo a disposizione si può optare per un tour completo ed approfondito, In caso contrario, come nel mio caso, visto che ho trascorso a Vicenza circa 4 ore, si può optare per una visita più ridotta, ma non per questo meno dettagliata o curiosa.

Per la visita della "Città del Palladio" ho scelto la Museum Card, che permette con un unico biglietto dal prezzo modico di accedere a strutture diverse.
Il costo è di Euro 15,00 per il biglietto intero singolo o Euro 18,00 per il biglietto Family (2 adulti con 4 bambini entro i 17 anni). Io, che mi trovavo a Vicenza con la famiglia, ho optato per il biglietto Family.
Le strutture a cui si può accedere con la Museum Card sono otto: il Teatro Olimpico, la Pinacoteca Civica di Palazzo Chiericati, il Museo Naturalistico Archeologico, il Museo del Risorgimento e della Resistenza, la Chiesa di Santa Corona, le Gallerie d'Italia Palazzo Leoni Montanari, il Museo Diocesano e il Palladio Museum.


Teatro Olimpico di Vicenza

Viaggi, Storia & Curiosità apre il giro con il Teatro Olimpico.
Si tratta del teatro coperto più antico a livello mondiale con la sua inaugurazione avvenuta nel 1585. L'ispirazione del Palladio qui è chiaramente classica e le scenografie del teatro rappresentano le Vie di Tebe.
Oggi il teatro ospita concerti di musica classica ma anche il festival internazionale New Conversations Vicenza Jazz.

Piazza Matteotti, 11
Aperto da martedì a domenica
Orari: 09.00-17-00 da settembre a giugno / 10.00-18-00 luglio e agosto
http://www.teatrolimpicovicenza.it/



Palladio Museum di Vicenza

La visita prosegue con una passeggiata attraverso le vie cittadine guardando vetrine, bar ed artisti di strada per giungere sino al Palladio Museum.
Il Palladio Museum sorge in una delle ville progettate e realizzate dallo stesso Palladio ed in esso si racconta la vita dell'architetto, del periodo in cui ha vissuto, delle sue influenze e dei suoi progetti, dei quali se ne possono ammirare gli schizzi, gli scritti e i modellini in scala.

Contrà Porti, 11
Aperto da martedì a domenica
Orari: 10.00-18.00
www.palladiomuseum.org


Vicenza è l'espressione dell'architettura del Palladio di cui abbiamo letto sopra, l'architetto Andrea di Pietro, che nel XVI secolo si dedica alla progettazione e realizzazione di ville, che all'epoca erano dei veri e propri centri di potere sul territorio veneto poiché davano lavoro, fornivano prestiti ai contadini e producevano generi alimentari.


Il Palladio aveva una visione molto specifica di quella che era la casa a villa e su questa sua visione basava i suoi progetti. Per esempio il fatto che le stanze padronali dovevano essere localizzate su un unico livello, che il piano terreno doveva essere rialzato, o ancora che il sottotetto dovesse essere adibito a granaio.


Villa Almerico Capra Valmarana - La Rotonda - Vicenza

Tra la vasta scelta delle ville del Palladio io ho scelto di visitare la Villa Almerico Capra Valmarana, detta "La Rotonda". La sua particolarità è quella di essere stata commissionata non come luogo di villeggiatura, ma come residenza suburbana di un ricco signore rinascimentale, tale cardinale Paolo Almerico, che voleva trascorrere in pace e tranquillità i suoi ultimi anni di vita.
Una villa perfetta, nata dallo studio meticoloso sulla simmetria delle parti, assolutamente perfetta. Le facciate sono uguali, le stanze ed i corridoi coincidono. Questa sua armonica perfezione rende la villa adatta all'uso odierno, ovvero quello di dare spazio alle manifestazioni culturali ed ai concerti.

Via della Rotonda, 45
http://www.villalarotonda.it/it/homepage.htm



Basilica di Monte Berico a Vicenza

Se volete fare ancora una sosta appena fuori dal centro storico e sopraelevata rispetto alla città dovete passare dalla Basilica di Monte Berico.
Il santuario dedicato a Maria è nato ancora nel XV secolo nel luogo in cui sembra si siano verificate delle apparizioni della Vergine Maria ad un'anziana.
Al suo interno è conservata la statua della Madonna di Monte Berico, opera gotica di Nicolò da Venezia, che da origine ad un notevole flusso turistico di tipo religioso.
Per raggiungere il santuario si percorre una strada in salita con un lungo porticato coperto Settecentesco, che è una vera "Passione" itinerante con tutte le stazioni per la recita del rosario.
La sola struttura vale la visita, ma assolutamente non potete perdervi il panorama sul centro vicentino, che dal balcone panoramico dinnanzi al santuario, si presenta davanti ai vostri occhi.


Volete degustare qualche piatto tipico a Vicenza?
Dovete sapere che i piatti tipici di Vicenza sono il risi e bisi (riso e piselli), risi e spinaci, risi e verze, risi e luganega (riso e salsiccia) e pasta e fasoi (pasta e faglioli). Ma il piatto principe è e rimane il baccalà alla vicentina che viene servito con polenta calda.


Baccalà alla vicentina - Vicenza - Ristorante "Ai Sette Santi"

Per assaggiare le specialità tipiche vicentine consiglio il ristorante "Ai Sette Santi" nei pressi del Santuario della Madonna di Monte Berico, un luogo dove mangiare dalla pizza, alla carne, al pesce con piatti serviti con eleganza senza trascurare la qualità ed il sapore.



Voi siete mai stati a Vicenza? Avete visitato i luoghi palladiani?
Avete mai assaggiato i piatti tipici vicentini e quali consigliate?
Avete altre idee per un pomeriggio da trascorrere a Vicenza?
Si accettano consigli ed approfondimenti.



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lunedì 6 giugno 2016

Attrattive di Iseo, Monte Isola e le Torbiere del Sebino

Oggi con la rubrica #BresciaMyCity vi porto a scoprire un angolo affascinante di Brescia, un luogo romantico e suggestivo per la sua privilegiata posizione sul lago d'Iseo. Sto parlando dell'omonimo paese, Iseo, il principale ed il più grande dei borghi che coprono le coste di questo lago.

Iseo è bello per varie sfumature, non solo perché si affaccia sul lago con la sua atmosfera di luci, ma anche perché è attivo nella proposta di diverse attività ed attrattive, molto gradite ai turisti.
Oltre alle botteghe ed ai negozietti del suo centro dove si possono trovare prodotti tipici quali salumi, formaggi o i vini della Franciacorta, ci si può aggirare tra le corsie del mercato che ricopre piazza Garibaldi il sabato mattina o perdersi tra gli oggetti antichi del mercatino dell'Antiquariato che fa tappa ad Iseo, in piazza, ogni terza domenica del mese.



Il lago d'Iseo, anticamente chiamato Sebino, divide la provincia di Brescia da quella di Bergamo ed è luogo di passeggiate per tutti, di tranquillità per le famiglie che si concedono una sosta, di piste ciclabili per gli appassionati e gli amatori, di sport acquatici per chi frequenta il lago e di locali chic per i giovani che vogliono trascorrere il sabato sera divertendosi.

Ma se volessimo curiosare per Iseo, cosa dovremmo assolutamente visitare?

La Pieve di Sant'Andrea 
La chiesa, che si trova in pieno centro ad Iseo, risale al V secolo ed è caratterizzata dal campanile in pietra calcarea.
L'interno presenta tre navate ai cui lati ci sono varie cappelle e tra le bellezze da vedere va ricordata la tela ad olio "San Michele Arcangelo" di Francesco Hayez.

Santuario della Madonna della Neve
La chiesa è sorta, sulla precedente chiesa di Santo Stefano, durante il periodo della peste nel Seicento per una devozione del popolo. All'epoca era dipinta l'immagine che oggi viene venerata. La chiesa viene costruita però soltanto dopo un episodio di guarigione della Vergine Maria, quello di Martino Sandrino.
Col tempo l'immagine è stata portata all'interno di quello che oggi è il santuario.
Qui vi sono grandi festeggiamenti il 5 agosto in occasione della festività della Madonna della Neve.
Il santuario è visitabile dalle 7.30 alle 17.30.

Il Castello degli Oldofredi
La struttura risale all'XI secolo ed è stata restaurata dalla stessa casata nella seconda metà del XII secolo dopo aver subito un incendio per mano di Federico Barbarossa.
Nel XVI secolo venne utilizzato dai veneziani a scopi militari finché non venne affidato ai frati cappuccini che lo trasformarono in un convento e luogo di assistenza per le persone. Dopo essere stato saccheggiato nel periodo napoleonico fu abbandonato fino ai recenti restauri che hanno collocato all'interno dell'edificio la Biblioteca comunale.



Per completare le vostre giornate o il vostro week-end ad Iseo non possono mancare alcune escursioni quali quella alla Riserva naturale Torbiere del Sebino e a Monte Isola.


Riserva naturale Torbiere del Sebino
Parco di 360 ettari dichiarato Riserva Naturale per le varie specie di acqua e palustri che lo caratterizzano. Una biodiversità che riveste una particolare importanza a livello dell'intera Pianura Padana annoverando anche specie rare o a rischio estinzione non solo in regione ma anche in Italia.
Una riserva naturale quindi che deve essere salvaguardata, protetta e rispettata con l'impegno di tutti, amministrazione, cittadini e turisti.
Se optate per una passeggiata nelle torbiere nella stagione estiva si possono incontrare persone che si rilassano nei prati stese su plaid colorati, altre in bicicletta, ma anche artisti con cavalletti, tele, pennelli e colori nell'atto di catturare gli effetti di luce nei vari momenti della giornata, la vita naturale che caratterizza quest'area o attimi di convivenza e sintonia tra la magia di questo luogo e delle persone che scelgono di concedersi dei momenti tranquilli per i suoi sentieri.


Monte Isola
Nei bei pomeriggi di sole in tutte le stagioni è vivamente consigliata una visita alla Perla del lago d'Iseo, ovvero Monte Isola, l'isola di lago più grande di tutta Europa.
Il traghetto per raggiungere l'isola salpa dal porto e la navigazione per raggiungere Peschiera Maraglio, la prima fermata e caratteristico borgo di pescatori, è di circa 20 minuti. Potete godervi il tragitto al coperto oppure nella parte superiore dell'imbarcazione facendovi scompigliare i capelli dal vento e facendovi baciare dagli spruzzi d'acqua. Una traversata davvero molto fresca e rilassante, per prepararvi alla passeggiata che vi aspetterà una volta giunti a Monte Isola, una passeggiata davvero rilassante in diverse varianti. Potrete rimanere sulla costa, optare per il giro completo dell'isola oppure avventurarvi su per la montagna e raggiungere a 600 mt di altezza il Santuario della Ceriola. Sarà una passeggiata impegnativa ma la vista ed i panorami che il percorso offre ricambieranno la vostra stanchezza.
Sull'isola non è possibile circolare in automobile ma solo in autobus, motorino, bicicletta e a piedi. Gli abitanti stessi si muovono con questi mezzi e le loro automobili vengono lasciate nei parcheggi dei vari comuni attraversato il lago. Quindi, coloro che lavorano fuori dall'isola sono costretti a spostarsi o con le loro imbarcazioni o con il traghetto.

Legato alla tradizione di Monte Isola voglio ricordarvi la festività di Santa Croce alla quale vengono riservati solenni festeggiamenti ogni 5 anni ed a tal proposito vi rimando al post Montisola: uno Scenario da Favola fatto di Fiori e Luci, nel quale vi racconto il lungo e certosino lavoro di mani esperte nel lavorare e realizzare a mano centinaia di migliaia di fiori di carta colorati per addobbare il paese in vista della festa.
Il prossimo appuntamento è calendarizzato nel 2020.

Se vi fermate a mangiare a Monte Isola non potete perdervi la sardina locale. Come è ben risaputo, il lago d'Iseo è ricco di sardine e la particolarità della ricetta isolana è quella di metterle sotto sale marino, una volta sviscerate e lavate, per poi lavarle con cura dopo 48 ore e lasciarle così essiccare in luoghi ombreggiati e ventilati. Si tratta di una tecnica antica di conservazione risalente al periodo in cui i frigoriferi ancora non esistevano. Il sapore e la bontà di queste sardine cucinate e messe nel piatto è davvero assicurata.

Se desiderate approfondire l'esperienza gustosa della zona in un'unica attrazione vi consiglio di provare il Treno dei Sapori.

Il Treno dei Sapori è un'iniziativa di Trenord che offre un'esperienza concentrata di sapori locali accompagnati da vini scelti da esperti sommelier.
Il tour gustoso parte e termina alla stazione di Iseo e si snoda sulla tratta ferroviaria Iseo - Edolo (in Valle Camonica), viaggiando su convogli di inizio del Novecento, i cui interni sono interamente rinnovati e dotati dei più moderni comfort quali aria condizionata e telecamere con la proiezione in grande dello scenario che circonda il vostro viaggio.
Il servizio comprende una guida che allieterà le vostre soste storico-culturali in vari siti e cantine del territorio.
Per info e prenotazioni vi rimando alla pagina ufficiale.


Se infine volete trascorrere un venerdì sera diverso sul lago, sulle sue acque, dovete provare la Crociera Notturna sul lago d'Iseo.

La Crociera Notturna sul lago d'Iseo, organizzata da Navigazione Lago d'Iseo (qui trovate le date, i prezzi e la locandina con il programma), è un modo piacevole, dolce e saporito di vivere il lago, le sue onde e le sue luci.
La crociera prevede una cena deliziosa ed un dopo serata fatto di musica, balli ed animazione.
Un modo diverso dal solito per divertirsi in compagnia, in famiglia o in coppia.


Iseo è quindi un luogo che attira turismo di vario genere e per motivi diversi grazie alle sue molteplici risorse e potenzialità.
Il suo lungolago è meta prediletta dagli stessi bresciani per trascorrere in primavera, estate ed autunno delle serate tranquille, romantiche e ventilate, per mangiare una pizza o cenare a base di pesce e poi fare una passeggiata magari con un buon gelato, il tutto con vista lago. Le serate dei week-end si riempiono di compagnie, di coppie, di giovani e giovanissimi che animano il piccolo centro e le panchine dislocate sul lungolago a partire dalla merenda, passando dall'aperitivo, attraverso la cena e fino alla vita notturna.



Vi ricordo anche che il lago d'Iseo ospiterà dal 18 giugno al 3 luglio l'atteso progetto The Floating Piers degli artisti Christo e Jeanne-Claude, una passerella che collegherà per due settimane, via lago, il paese di Sulzano con la bella Monte Isola e permetterà di provare la sensazione di camminare sulle acque del lago.
Del progetto se ne parla ampiamente ed esaustivamente sulla pagina dedicata del sito Iseo Lake.
Entro fine mese parleremo sul blog di questa esperienza, per condividere le emozioni ed i paesaggi con chi di voi ci è stato e con chi non ci potrà essere, ma vorrà conoscerne i dettagli.


Conoscete Iseo, il lago e le sue variegate offerte? 
Ci siete mai stati? Credete che si possa aggiungere altro per una visita di questo territorio?
Aspetto i vostri commenti, i vostri consigli  ed i vostri suggerimenti.



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venerdì 27 maggio 2016

#milanoAColori scopre il Quartiere Isola e il Brian and Berry Building

Vi riporto di nuovo a Milano e, dopo avervi proposto una serata incantevole ed un itinerario molto colorato, oggi andiamo a scoprire il Distretto Isola, che ho avuto modo di conoscere grazie al blog tour #milanoAColori e alla visita guidata dal Dott. Pier Vito Antoniazzi, presidente dell'Associazione Isola Revel.
Alla fine vi parlo anche di shopping e varcherete con me tutti i piani del Brian and Berry Building.


Ma partiamo dal nome del Quartiere Isola, un nome che non è nato per caso, ma che deriva dal fatto che alla fine dell'Ottocento, con la costruzione della ferrovia, il quartiere rimane isolato dal resto della città.


L'isola è nata come quartiere principalmente abitato dalla classe operaia, data la vicinanza a grandi industrie che fornivano lavoro alle persone. L'abitato ha avuto anche un grande sviluppo di negozi e botteghe, che, nella visione architetturale degli edifici, occupavano i locali al piano terreno. I piani superiori erano invece dedicati alle abitazioni delle persone.



Palazzi di Piazza Gae Aulenti

Piazza Gae Aulenti

Palazzi di Piazza Gae Aulenti

Il cuore del distretto è la zona di Piazza Gae Aulenti, una piazza dal diametro di 100 metri sulla quale si affacciano numerosi negozi, frequentati da molti milanesi per lo shopping o per fare la spesa.

Sulla piazza spiccano alti grattacieli e sullo sfondo sorge il Pavillon di Unicredit, uno spazio dedicato ad esposizioni, eventi, incontri e conferenze.

Nei pressi di Piazza Gae Aulenti sorge anche un alto edificio residenziale molto conosciuto. Sto parlando del "bosco verticale", un grattacielo sostenibile dove la natura viene portata in città con uno sviluppo che si innalza dal basso verso l'alto.



Il Bosco Verticale

Ma il Distretto Isola è il luogo perfetto per la coesistenza della modernità di una città metropolitana dagli ampi spazi, le grandi piazze e i luminosi grattacieli vetrati con quella che è la zona più interna, ancora di stampo Novecentesco, periodo nel quale il quartiere ha visto il suo primario ed originario sviluppo.


All'interno il distretto nasconde molti luoghi storici e legati al passato. Ne è un esempio la Fonderia Napoleonica, primo esempio di fonderia in città risalente al 1807, una fonderia dove viene lavorato il bronzo e dove lavorarono più di 200 persone. 

L'antica struttura ospita oggi un museo che, in memoria del lavoro che ha caratterizzato la fonderia, racconta appunto dell'attività fusoria. 


Fonderia Napoleonica

Fonderia Napoleonica

Fonderia Napoleonica: Via Genova Thaon di Revel, 21



Una tappa che vi consiglio è quella del Santuario di Santa Maria alla Fontana, un santuario mariano oggi utilizzato come chiesa.

Nel passato si credeva che l'acqua della fonte sotterranea sottostante la struttura potesse curare artrosi e artriti e questa credenza attira oggigiorno molti credenti e devoti.


Santuario di Santa Maria alla Fontana
Santuario di Santa Maria alla Fontana
Santuario di Santa Maria alla Fontana
Santuario di Santa Maria alla Fontana: Piazza Santa Maria alla Fontana
Per Informazioni: tel. 02.6887059


Il distretto mette in luce i suoi tratti originali anche nelle vie localizzate nel cuore del quartiere, quale via Borsieri, che rispecchia il suo antico aspetto nelle botteghe ed attività commerciali, le cui saracinesche sono divenute street art. 

Le vie sono ancora strette ed il traffico scorre lento, il che ha favorito l'arrivo nel quartiere di coppie giovani e famiglie con bambini piccoli, invogliati dalla tranquillità e dalle condizioni favorevoli.


Via Borsieri
Ma l'Isola non è solo negozi e botteghe, perché rilevanti sono pure il mercato, le librerie, i teatri, il jazz club e le associazioni culturali; tutti elementi che rendono il distretto vivo e giovane.


Tra le varie botteghe voglio parlarvi di Uroburo, l'atelier orafo della Cooperativa Sociale ONLUS, che impiega persone con disagi psichici al fine di favorirne il reintegro nella società in seguito alle terapie.



Uroburo
Uroburo
Uroburo
Uroburo è un atelier presso il quale non solo si possono acquistare gioielli, ma si può portare il proprio oro che non si utilizza più per la fusione e l'utilizzo nella creazione delle proprie fedi, o ancora si può diventare orafi per un giorno e realizzare da sé, con l'aiuto di un tecnico specializzato, le proprie fedi per il matrimonio. Tutti modi per realizzare il proprio sogno e, per chi lo desidera, sentirsi più protagonista nella realizzazione dei propri progetti.


Uroburo:
Via G. Thaon di Revel, 19
Tel. 02.66823658


Ma con tutto questo camminare, dove mangiare un pasto caldo nel Quartiere Isola?
Io consiglio la Pizzeria alla Fontana, un locale dove ristorarsi con dell'ottima pizza al trancio, oppure potete scegliere tra i vari primi o secondi piatti che il locale, accogliente ed informale, cucina con ottimi sapori.

Pizzeria alla Fontana
Via G. Thaon di Revel, 28
Tel. 02.6684735


Ed infine, dopo questa passeggiata, se ancora avete energie, vi propongo un po' di shopping. Ma dove?
Vi porto al The Brian and Berry Building, un edificio su 12 livelli che vi farà vivere un'esperienza di shopping, la vertical experience, indimenticabile, che abbiamo vissuto grazie a Francesca Biffi, Incoming Manager del Building.
I 12 livelli puntano sulla qualità mantenendo sempre un occhio all'accessibilità ai prodotti e alla possibilità di soddisfare le proprie esigenze ed offrono zone ristoro, zone ristorante e zone di acquisto e shopping.


The Brian and Berry Building
The Brian and Berry Building
The Brian and Berry Building
The Brian and Berry Building
Terrazza 12 - The Brian and Berry Building
Terrazza 12 - The Brian and Berry Building
The Brian and Berry Building è aperto 7/7, quindi potete visitarlo anche la domenica.
Per un pasto potete scegliere tra la Piadineria, l'Hamburgeria di Eataly, RossoPomodoro, il ristorante Asola con il Sunday brunch o Terrazza12 all'ultimo piano.
Potete poi concedervi una passeggiata rilassante tra i piani moda Brian and Berry, a guardare i gioielli Jewels & Watches o tra i prodotti di bellezza Sephora.
Un'esperienza indimenticabile!

The Brian and Berry Building
Via Durini, 28 - San Babila


Se non avete mai visitato il Distretto Isola e non siete mai stati al The Brian and Berry Building, allora appuntatevi tutti questi luoghi per non perderveli durante la vostra prossima visita di Milano.




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venerdì 20 maggio 2016

I Posti che...

Ragazzi! Sono stata nominata!
E questa nomina mi ha fatto molto piacere perché questo è un tag che mi è piaciuto sin dall’inizio, quando ho iniziato a leggere i primi post. Ecco perché mi ha fatto piacere essere stata chiamata a scrivere a mia volta dei miei posti che…

La nomina è arrivata da Diletta del blog Sempre in Partenza, ma ricordo che il tema è di ideazione di Neogrigio.





Ho riflettuto, e dopo aver fatto chiarezza ecco il mio posto…


1- che porti nel cuore: SAN PIETROBURGO – è la città che ho incontrato quando avevo 18 anni, il mio primo viaggio sola senza famiglia e la mia prima esperienza all’estero per un periodo prolungato. Di lei avevo letto molto prima del mio viaggio, l’avevo scoperta nei classici dei miei scrittori preferiti tra cui Puskin e Dostoevskij, l’avevo inquadrata grazie alla guida che avevo acquistato con anticipo per soddisfare il mio interesse. 

San Pietroburgo è la città che mi ha stregata dal momento in cui ho messo il naso fuori dall'aereo. Mi ha rapita radicalmente con il suo chiarore notturno delle notti bianche, con l’atmosfera coinvolgente che ti abbraccia ad ogni respiro, ad ogni singolo passo, in ogni luogo che raggiungi, che sia sull’amata Prospettiva Nevskij o una residenza sfarzosa fuori dal centro, ad ogni balletto che decidi di andare a vedere al Teatro Marinskij, ad ogni passeggiata serale nei pressi del Palazzo d’Inverno dove la storia non può che toccarti l’anima. Al pensiero dello scorrere della Neva che si ghiaccia d’inverno, al sapore dei bliny che ti smorzano l’appetito. 
Fatico a restarmene qui quando il pensiero vola alle architetture neoclassiche e barocche dai colori pastello, alle lunghe scale mobili delle metropolitane (che così lunghe non ne ho viste in nessun altro luogo finora), alla ricchezza artistica, culturale, storica, architetturale che San Pietroburgo racchiude. Un peso notevole che, solo se lo conosci, ti fa apprezzare la città con quella voglia irreprimibile di visitare, ti fa vedere la città con occhi che guardano il presente eppure guardano indietro e ti fa vivere l’esperienza di un viaggio nella bella Venezia del Nord come unico e magico.

2- più divertente: ANTIGUA – il viaggio ad Antigua è stato in assoluto il più divertente sotto diversi aspetti. Partiamo dal fatto che per me era il primo viaggio con il quale sperimentavo la scelta e l’organizzazione degli spostamenti on my own, in quanto per raggiungere Antigua ci si appoggia all’aeroporto di Londra, con transfer da Gatwick a Heathrow e viceversa sul rientro. Ammetto che come prima volta non è stato semplicissimo, ma in corsa anche piuttosto divertente.

Per quanto riguarda nello specifico ad Antigua non ci si può non divertire. È un’isola gioiosa, dove non manca mai il sorriso sul volto delle persone, i locali sanno essere molto disponibili, ti aiutano, ti danno indicazioni e ti accompagnano quando sei alla ricerca di un luogo che non riesci a trovare. Le loro città e la capitale sono tavolozze di colori, perché ogni casa o negozio è espressione di vita nei colori soffici e caldi che li caratterizza. Sentire la musica in ogni via è normalità e quotidianità e sottolineano uno stile di vita ed un ritmo giornaliero a noi ormai sconosciuto, da noi ormai lontano, ma di cui tutti avremmo bisogno per stare meglio, vivere meglio, dare di più e goderci di più le bellezze del mondo che non sappiamo più apprezzare. Ma Antigua mi ha aiutata a ritornare a soffermarmi su quanto c’è davvero bi bello e soprattutto non lasciarlo sfuggire via.


Betty's Hope ad Antigua

3- più commovente: KENYA – l’Africa è il continente che, dicono, di solito ti lascia un vuoto quando la lasci e il mal d’Africa te lo porti dentro per lungo tempo. Io ci sono stata la prima e l’ultima volta nel 2011 con il viaggio in Kenya e la visita al safari.
Per me questo è stato un viaggio commovente, un viaggio nel quale sono entrata in contatto con l’altra faccia del mondo, un mondo di diverse sfaccettature che non conoscevo. 
Una di queste è il safari. Da bambina ero stata allo zoo ed avevo visto giraffe, elefanti e altre specie ma mi sono resa conto che non è esattamente la stessa cosa vederli limitati a spazi, che per quanto possano essere grandi e realizzati ad hoc, non richiameranno mai l’estesa savana nella quale possono essere chi sono e possono seguire il loro naturale istinto. Che sia di correre, che sia di cacciare o che sia di sopravvivere. Questo è l’ambiente naturale in cui queste specie nascono e sono fatte per viverci, ne devono odorare il profumo e calpestare la polvere per sentirsi a casa.
L’altra sfaccettatura è la povertà delle tribù che ti ritrovi, sul percorso verso il safari, ad incontrare e ad affrontare. Non parlo di una questione linguistica, no, ma parlo di una questione di umanità. Loro non hanno nulla. Li vedi cucinare la farina in terra. Se ne stanno lì ad aspettare, non hanno la città ad un chilometro, dove poter andare a cercare lavoro. Aziende e lavoro nemmeno sanno cosa siano. Ti guardano, perché sei l’ennesimo straniero che passa da lì, li osserva, forse anche con un volto pieno di compassione, senza rendersene nemmeno conto, e ciò che ti stupisce è il vederli felici. Ti commuovi nel vedere questi bambini con gli occhi luminosi se solo gli sorridi, non parliamo della loro gioia se gli regali una matita, una penna, un pennarello, un doccia schiuma o uno shampoo.
Questo è quello che io ho portato a casa dal mio commovente viaggio in Africa, in Kenya.

4- più deludente: VENEZIA - visto che non voglio essere compresa male specifico subito che Venezia è un gioiellino strepitoso e che mi piace da pazzi. Ci sono stata solo un paio di volte e qualche anno fa ho realizzato il sogno di salire su una gondola e fare il giro dei canali. Un'esperienza unica nel suo genere e che sempre ricorderò.

Quindi perché parlo di delusione? Diciamo che durante il mio giretto in gondola ho avuto modo di fare quattro chiacchiere col gondoliere e abbiamo parlato non della bella Serenissima di per sé, ma della città di oggi, di come appare, come si sta ponendo ai turisti e la piega che sta prendendo per il futuro. Purtroppo questa magnifica città che cammina sull'acqua è sempre più un investimento straniero. Molti locali e molte attività passano, per vari motivi, dalle cure dei veneziani locali che ne hanno portato avanti le tradizioni per generazioni, alle cure di asiatici che, culturalmente diversi da noi, ne sfruttano il potenziale in un modo che noi conosciamo. Diverse zone stanno cambiando radicalmente faccia e, seppur io sia aperta al cambiamento, Venezia mi piace così com'è. Non la vorrei diversa.

5- più sorprendente: VICENZA - una città che ho scoperto soltanto poche settimane fa ed alla quale mai avevo pensato. Non avrei mai immaginato di ritrovarmi a visitare Vicenza, che nemmeno era nei miei pensieri, nemmeno ci pensavo. E mi sbagliavo. Perché Vicenza mi ha mostrato moltissimo. Non voglio spendere troppe parole o approfondire troppo, perché presto ne parlerò sul blog con un post dedicato. Eppure Vicenza è davvero una città da visitare, è raccolta, facilmente visitabile a piedi e ricca degli esempi numerosissimi dell'architettura palladiana. Palladio ha infatti progettato e realizzato un gran numero di edifici sul territorio cittadino e della provincia rendendo fresca e rinascimentale questa piccola città dove oggi si può ritrovare questa piccola parte di storia in diversi tour ed itinerari. Vicenza mi ha sorpreso e non vedo l'ora di raccontarvela presto nelle prossime puntate.


6- più goloso: L’AQUILA - non posso avere dubbi che il posto più goloso sia stato in assoluto L'Aquila, che è tra le zone in cui viene coltivato lo zafferano. Chi non ha mai mangiato un risotto allo zafferano? Tutti, credo. Ma in questa città e nella sua provincia ho assaggiato primi piatti a base di zafferano che mi hanno fatta innamorare. Quelle fettuccine allo zafferano con funghi e zucchine sono un piatto prelibato che mai scorderò, e non vedo l'ora di tornarci per farmene ancora una scorpacciata.

Ma per chi vuole concludere i pasti nel migliore dei modi ricordatevi che allo zafferano segue d'obbligo la genziana. Ma come la genziana? L'amaro alla genziana è un must specialissimo a L'Aquila, di quelli a cui non si può rinunciare, di quelli per i quali opti facilmente per un bis.

7- che ti ha lasciato un ricordo particolare: LUBJANA – un ricordo particolare lo ha lasciato in assoluto Lubjana, una città della quale sapevo poco e niente alla partenza. Avevo lavorato fino al 31.12; borse preparate di tutta corsa per poter partire la mattina del 01.01. 

Pronti in auto, si parte. Per fortuna Mirco aveva acquistato online il PDF della guida Lonely Planet di Lubjana che durante il viaggio sono riuscita a leggere per farmi un’idea di cosa avremmo potuto fare durante quei due giorni in città e stendere un itinerario. Una benedizione, visto quanto mi ha affascinato il centro della capitale slovena ancora di stampo austriaco. Mi sarei certamente persa i ponti, i palazzi, lo sfarzo tipico del periodo della dominazione dell’Austria che ancora aleggia negli ingressi, nei portoni e nelle scalinate. Uno sfarzo che ben si accompagna a quella che è l’odierna faccia economica di una città che inizia a crescere e a farsi conoscere nella semplicità di una piccola crociera sulla Lubjanitza, nei baldacchini lungo il fiume presso i quali puoi acquistare e gustare i bretzel, nella candida coltre bianca che la ricopre, nei funghi riscaldanti dei locali che allietano gli aperitivi, le cene e i dopo serata lungo il fiume, dove ci si può sorseggiare un te caldo o del dolce vin brulé riscaldati, circondati magari dai fiocchi che leggeri e silenziosi scendono giù. 
Un quadretto magico ed incantato, come i paesaggi delle palle natalizie che se li capovolgi scende la neve, che ricordo con molto calore.

8- più romantico: PARIGI – l’appellativo di romantica le è stato dato da un’alta percentuale della popolazione mondiale e sì, se esiste una statistica, io ne faccio sicuramente parte. 

Paris Paris , la ville de l’amour e del savoir faire. 
Dopo diversi anni che ne parlavo ci sono volata nel 2014, rientrando dal viaggio al mare in Martinica. Tre giorni magnifici, splendidi, indimenticabili.
Mi aspettavo moltissimo principalmente dalla Tour Eiffel, che ha saputo cogliermi di sorpresa lasciandomi di stucco nella sua forma estremamente elegante. E se penso che doveva essere una mera installazione temporanea e che nemmeno piaceva ai parigini dell’epoca, dato che ritenevano rovinasse il panorama di Parigi, mi si blocca il respiro in gola. 
Io non riuscirei a pensare Parigi senza la sua torre.
Questo romanticismo però non si limita solamente a quello che oggi ne è diventato un simbolo a livello planetario, ma l’odore di amore e romanticherie lo respiri ovunque. Sugli Champs Elysées guardando le vetrine, in un cafè stile retrò del centro, in una cena al ristorante magari al lume di candela, tra la musica e gli attacchi creativi degli artisti di strada nel quartiere Latino o tra le botteghe e gli altrettanti artisti e ritrattisti di Montmartre e ancora durante una mini crociera sulla Loira, quando hai tutto il tempo di fermare il flusso di pensieri e soffermarti solo su alcune parole: 


“Quand il me prend dans ses bras
Il me parle tout bas,
Je vois la vie en rose.”


(Quando mi prende fra le sue braccia
Mi parla a bassa voce
Io vedo la vita tutta rosa)

Se non è puro amore e puro romanticismo questo…


davanti a Notre Dame a Parigi

9- che vorresti rivedere: ZURIGO – il mio colpo di fulmine con Zurigo ha tutta una sua storia particolare, se storia la vogliamo chiamare. Il nostro incontro risale a 3 anni fa quando sono riuscita a raggiungere la città svizzera per due giorni. Da parecchio mi attirava e, dato che sapevo che due giorni erano scarsi, avevo steso un itinerario per una buona visita del centro città. 
Non ci sono motivazioni particolari per cui Zurigo è sempre nei miei pensieri, se non per il fatto di essere lei, di essere così, di essere come è. 
Zurigo è un centro a misura d’uomo dove l’antico si scontra, si unisce e si amalgama al moderno. Dagli stretti vicoli acciottolati, i portici, i gradini, i piccoli locali e le fioriere agli edifici moderni dove hanno sede importanti società che ogni giorno lavorano nei settori finanziari, bancari e assicurativi della più avanzata modernità. Un colpo d’occhio netto e deciso ma in un equilibrio di convivenza tra i due stili che ha dell’incredibile. 
Zurigo non è solo lavoro e business ma è anche la fusione dell’uomo moderno nelle attività di sempre quali il relax nei prati, un buon wurst come spuntino, una sosta in una libreria verso sera, una corsetta dopo il lavoro, un gelato in una calda giornata estiva e la visita di luoghi di interesse storico.
Fa strano vedere i giovanissimi business men che dopo il lavoro, ancora in giacca e cravatta, staccano dalla giornata lavorativa con una passeggiata sul lungo fiume bevendo e scherzando insieme. Eppure Zurigo è così e mi manca, e voglio rivederla, desidero molto tornarci. 
E’ quella città dove ieri e oggi coesistono in  una calzante armonia e dove, se potessi scegliere, deciderei di mettere le radici per il mio futuro.

10- dove ti piacerebbe andare: BAHAMAS – e qui faccio folli follie, si alle Bahamas, dove in ogni luogo in cui mi fermavo urlavo a squarciagola ed a braccia aperte “Ecco, io voglio la casa qui,  ma proprio qui!”. Tipo che se mi vedeva e mi sentiva qualcuno mi prendeva per pazza, mi guardava male e si chiedeva chi era quella matta che portava disturbo. Nessun problema comunque, visto che alle Bamahas non è facile incontrare anima viva e parlante né per strada, né sulla spiaggia. 
Le Bahamas sono l’isola caraibica, tra quelle che fino ad oggi ho visitato, dove ho trovato il più alto grado di quiete in assoluto.
Non ho visto tutta l’isola perché è piuttosto lunga, ma in auto ho girato parecchio e di persone ne ho trovate solo nel villaggio, nel casinò e ad una festa dopo cena in città, dove un centinaio di ragazzi si divertivano, bevevano birra e ballavano al ritmo delle musiche caraibiche muovendosi con pratica agilità e leggiadria. Vi assicuro movimenti davvero invidiabili e sensuali come una vera danza di corteggiamento.
Le Bahamas sono il luogo perfetto per condurre uno stile di vita opposto al nostro occidentale. Su quest’isola puoi trovare tutta la calma, la tranquillità, la lentezza e il tempo di cui hai bisogno, pur avendo la possibilità di stare in mezzo alle persone per parlare e fare serata con l’ausilio solo di una radio e un po’ di fantasia, quella stessa fantasia che ti colpisce guardando i vestiti colorati e dai temi naturali ed astratti che avvolgono e fasciano i corpi delle ragazze bahamensi.
Mi piacerebbe andare alla Bahamas e starci per un periodo, se solo avessi chi mi mantiene…


Take your time alle Bahamas

Questi erano i miei posti e, come da prassi, ora dovrei nominare altri 10 blogger con l'invito a prendere parte al tag.
Se considero che di questi post ne ho già letti molti, e non mi sono segnata se qualcuno manca l'appello, ho deciso di estendere l'invito ha chi lo desidera.




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